TERAPIE NON CONVENZIONALI e gli operatori PDF Stampa E-mail

Terapie non convenzionali ed applicazione in età pediatrica. Studio sulle opinioni e le conoscenze del personale dell'AOU Meyer.
a cura di Beatrice Ferrari, Fisioterapista, AOU Meyer ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) e Adrienne Davidson, Responsabile del Servizio di Riabilitazione Funzionale, AOU Meyer ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 

COSA SONO LE TERAPIE NON CONVENZIONALI?
Le terapie non convenzionali (TNC) sono un insieme di metodiche e tecniche complementari o alternative alla medicina convenzionale in uso in una certa società o cultura, in un preciso periodo storico; sono usate per prevenire e curare le malattie e promuovere il benessere.
Questa definizione, utilizzata anche nello studio presentato di seguito, nasce da una sintesi di quella della Cochrane Collaboration e quella del National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) statunitense; si è scelto in particolare il termine terapie "non convenzionali" che sembra possa essere il più adatto ad evitare dei giudizi come quelli insiti nei termini "non regolari", "non regolate", "naturali", "olistiche", "non dimostrate"; inoltre riesce a sottolineare il carattere temporale e "geografico" del termine: una terapia che non è ritenuta convenzionale nel 2006 in Italia, potrebbe esserlo nel giro di pochi anni (ne sono esempio il crescente interesse e le prese di posizione della Regione Toscana su omeopatia, agopuntura e fitoterapia) oppure una terapia che è attualmente convenzionale in Cina, può non esserlo in un altro Paese etc… 
La dicitura più usata nel mondo Anglosassone, e quindi nella letteratura scientifica, è "medicine complementari ed alternative" (complementary and alternative medicine, CAM) e viene utilizzata per includere sia i tipi di terapie usate insieme alla medicina convenzionale (complementary) sia quelle usate al posto della medicina convenzionale (alternative).
Esistono varie classificazioni delle TNC, ma qualunque risulta complessa e comunque discutibile, poiché deve racchiudere una vastità di discipline eterogenee ed in continuo cambiamento.

Una delle più autorevoli associazioni, il NCCAM, divide le TNC in:
1.  Sistemi medici alternativi: un insieme di medicine costruite su un completo sistema di teorie e pratiche: Medicina tradizionale Cinese (agopuntura), Ayurveda, shamanismo...
2.  Interventi mente-corpo: un insieme di tecniche progettate per valorizzare/aumentare la capacità della mente di avere effetto sulle funzioni e sui sintomi del corpo: meditazione, tecniche di rilassamento (yoga), l'uso terapeutico dell'arte, della musica e della danza.
3.  Terapie con una base biologica: sono terapie a base di sostanze che si trovano in natura, come erbe ed estratti, alimenti e vitamine.
4.  Tecniche manipolative (body-based): metodiche basate sulla manipolazione o il movimento del corpo o di una sua parte: chiropratica, osteopatia, massaggio, reflessologia.
5.  Terapie energetiche: terapie che utilizzano i campi energetici suddivisi in campi biologici e campi bioelettromagnetici: reiki, tocco terapeutico...  

 

Sono ancora molte le problematiche irrisolte legate all'uso delle TNC, per citare solo le più rilevanti la sicurezza (e la vigilanza) e la formazione degli operatori (medici e non).Soprattutto la comunità scientifica richiede continuamente alle TNC di dimostrare la loro efficacia tramite studi che portino all'Evidenza Scientifica: questo problema non sarà di facile risoluzione per diversi fattori, ad esempio:

  • mancanza di standardizzazione di indicazioni e dosaggi nelle medicine omeopatiche ed erboristiche;
  • difficoltà di reclutare, randomizzare e conservare i pazienti in Clinical trials;
  • impossibilità o difficoltà nell'individuare appropriati trattamenti placebo;
  • mancanza di fondi per la ricerca in medicine non convenzionali.


Questi aspetti, legati all'Evidenza, sono più ampiamente trattati in lingua inglese in alcuni degli articoli citati oppure si trovano sintetizzati in italiano nella parte dedicata alle CAM del sito www.evidencebasednursing.it

SONO APPLICABILI ANCHE IN CAMPO PEDIATRICO?
Come Servizio di Riabilitazione Funzionale, ci siamo chiesti se le TNC potessero essere usate nel lavoro di tutti i giorni in un ospedale pediatrico come il Meyer, per esempio in situazioni di dolore acuto o cronico, di ansia, stress, ospedalizzazione prolungata, patologie non guaribili (fibrosi cistica, HIV, patologie oncologiche….). Gli studi su TNC che riguardano l'età pediatrica sono scarsi e spesso presentano limiti metodologici; in letteratura è stato possibile reperire studi interessanti ed, in alcuni casi, revisioni sistematiche su omeopatia (per il trattamento di allergie e sindromi influenzali), agopuntura (per dolore, nausea post-operatoria, enuresi notturna), musicoterapia (durante le medicazioni dei bambini ustionati, durante la fisioterapia respiratoria in bambini con fibrosi cistica), massaggio (per asma, artrite cronica giovanile, ustioni), osteopatia tecnica cranio-sacrale (per scoliosi, otiti, deformazioni craniche), reflessologia plantare (per incontinenza e coliche), TENS (per dolore da procedure e oncologico).

COSA SUCCEDE AL MEYER?
Presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer (AOUM) di Firenze, già da diversi anni esisteva un particolare interesse per l'uso delle terapie non convenzionali all'interno dell'ospedale.  Più in generale, un crescente interesse verso le TNC era da tempo evidente in molti altri ambiti della sanità pubblica e della società in generale (l'argomento viene affrontato dai quotidiani, dall'"opinione pubblica", dalle riviste mediche e non, dalle istituzioni, dalle associazioni di categoria…vedi indagine Multiscopo pubblicata dall'Istat nel 2001 sulle "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 1999-2000": circa 9 milioni gli italiani dichiarano di aver utilizzato metodi di cura non convenzionali nei tre anni precedenti l'intervista).
Al Meyer la prima ad essere introdotta è stata l'esperienza con i clown per i bambini ricoverati ed in regime di DH; nel 2000 è stato poi costituito il Servizio della Terapia del Dolore, con l'obiettivo non solo di migliorare l'uso delle terapie farmacologiche già esistenti, ma anche di introdurre per la prima volta terapie non farmacologiche complementari volte a ridurre sia il dolore fisico, sia il disagio e il trauma psicologico dei bambini ospedalizzati e dei loro genitori.  Verificato il successo di queste esperienze, le proposte si sono ampliate ed oggi includono gli incontri con gli animali e l'esperienza con la musica nei reparti e negli ambulatori.

Sulla base di queste premesse, in stretta collaborazione con il Servizio di Terapia del Dolore (TdD) ed in accordo con la Direzione Generale e la Direzione Sanitaria, abbiamo indagato con uno specifico studio le conoscenze e le opinioni dei dipendenti dell'Azienda riguardo le terapie non convenzionali; lo studio è stato concepito per analizzare la situazione, facendo emergere gli eventuali problemi ed il sostegno per l'introduzione eventuale di ulteriori pratiche non convenzionali nel futuro.

Obiettivi

  • conoscere le opinioni dei dipendenti dell'AOUM sulle TNC in genere ed, in particolare, su quelle in uso attualmente presso l'AOUM;
  • conoscere le opinioni e le esperienze degli operatori sanitari nell'ambito delle TNC;
  • evidenziare le criticità presenti e le eventuali proposte correttive;
  • valutare la relazione tra professione e disponibilità a partecipare ad iniziative riguardanti TNC, tenendo conto di terze variabili (aver usato o meno TNC ed avere applicato o meno TNC);
  • valutare la disponibilità del personale al proseguimento della promozione delle TNC all'interno dell'AOUM e/o all'eventuale introduzione di nuove TNC.

Soggetti
I soggetti intervistati costituiscono un campione del personale di 101 persone. Il campione analizzato risulta rappresentativo rispetto alla distribuzione del personale per professione e sesso (3 categorie: medici, infermieri, tecnici-amministrativi; per semplicità nel testo usiamo il termine "infermieri" per indicare infermieri, fisioterapisti, dietisti e altre professioni sanitarie svolte da personale non medico).
Materiali e metodi
E' stato utilizzato un questionario, formulato dagli operatori dei servizi proponenti (Riabilitazione e TdD) in collaborazione con un esperto di Metodologia della ricerca sociale ed una fisioterapista esperta in TNC -luglio/novembre 2002-; il questionario è stato verificato tramite un pre-test effettuato su un gruppo-pilota di circa 20 intervistati. Il questionario è formato da 30 domande (26 per i non sanitari), alcune a risposta aperta, altre a risposta chiusa. La compilazione del questionario è avvenuta tramite un'intervista (durata fra i 15 ed i 25 minuti) condotta da operatori adeguatamente preparati -dicembre 2002/agosto 2003-. L'analisi dei dati è stata svolta con il programma SPSS (Statistical Package for the Social Sciences) per Windows.
Risultati e conclusioni
Non potendo presentare qui di seguito tutti i dati e le tabelle, ci limitiamo ad una sintesi dei punti più interessanti.
Alla domanda aperta "Cosa significa secondo lei terapia non convenzionale?" gli intervistati hanno risposto in modo molto vario; le definizioni più frequenti sono state: terapia (t. ) che non rientra nella medicina ufficiale/convenzionale (41,7%), t.  non farmacologica (15,6%), t. non dimostrata scientificamente (12,5%), t. non usata frequentemente/correntemente (6,3%), t.  non convenzionata col SSN (5,2%). Le prime tre risposte riportano alcuni aspetti che rientrano nella definizione ufficiale ma nessuno ha enunciato in modo completo la definizione. Le categorie in cui si registra il più alto livello di accordo rispetto alla definizione ufficiale sono i medici e gli operatori tecnici ed amministrativi. Osservando la distribuzione di risposte degli infermieri, si può notare che questi ultimi hanno un atteggiamento più aperto e positivo sulle TNC; come era lecito aspettarsi, i medici tendono ad essere più "scettici" e critici circa la validità scientifica delle TNC; la metà dei medici intervistati (8 su 17), comunque, ritiene che almeno una parte delle TNC siano dotate di supporto scientifico.

Le TNC risultano nel complesso piuttosto note al personale dell'AOUM: tutti o quasi hanno sentito parlare di agopuntura, yoga, massaggio, shiatsu, omeopatia, musicoterapia, terapia con animali, training autogeno e della cosiddetta comicoterapia.  Soltanto osteopatia, reiki e biofeedback sono sconosciute a più della metà degli intervistati (v. Tabella 1). Per quanto riguarda l'uso, una larga parte degli intervistati (77%) ha usato almeno una terapia non convenzionale; le più usate risultano essere massaggio, tecniche di rilassamento ed omeopatia (v. Tabella 2). L'uso di TNC sembra lievemente più diffuso tra gli infermieri e tra chi lavora da più anni nell'azienda.

 

 

 

 
 
Gli utenti delle TNC non hanno l'abitudine di comunicare la loro scelta al medico curante, lo fa soltanto il 19%. Tra questi, 5 intervistati sono stati consigliati in tal senso proprio dal medico.

Gran parte degli intervistati sono favorevoli all'inserimento delle TNC nelle strutture pubbliche (84%) e, in particolare, sono d'accordo con l'inserimento al Meyer (85%). A questo ampio favore verso le TNC, però, non corrisponde un elevato livello di informazione circa l'applicazione delle TNC nel proprio luogo di lavoro; inoltre solo una quota più ridotta (59,5%) è disposta a partecipare in prima persona ad esperienze riguardanti TNC; ancora meno, poi, sono gli intervistati che si sentono preparati ad applicare in prima persona tali terapie con gli utenti bambini.

 

Terapie bambini
 

 

 

La mancanza di tempo è la ragione più frequentemente menzionata dagli intervistati che non si sentono disposti o preparati a partecipare (altre risposte comprendono: scarsa formazione sul tema, scetticismo sull'efficacia delle TNC, convinzione che manchino nell'ospedale luoghi adatti).

Una quota rilevante degli intervistati ha dichiarato di aver già applicato almeno una TNC come operatore (36%): tecniche di rilassamento (32 risposte), distrazione (in particolare guanto magico o bolle di sapone; 8), visualizzazione (4), massaggio (2), ipnoterapia e shiatsu (1). Tale pratica è molto più diffusa tra gli infermieri (56%) che tra i medici (28%).
Si è domandato al campione se ritenesse necessario inserire le TNC nelle materie di insegnamento universitario dei professionisti sanitari (medici, infermieri, fisioterapisti, ostetriche…), provvedimento già in atto in diversi Paesi Europei. Il 74% degli intervistai ha risposto che ritiene necessario inserire le TNC nel percorso di formazione universitaria degli operatori sanitari (qualcuno ha voluto spiegare i motivi della risposta: maggiore garanzia di sicurezza per gli utenti, il poter garantire cure a persone che non tollerano le cure farmacologiche in uso attualmente, i cambiamenti in atto nella società - multiculturalità…).
Abbiamo indagato la relazione tra professione e disponibilità a partecipare a corsi. Il grafico evidenzia il forte interesse alla formazione da parte del personale sanitario non medico: il 71% è disposto a partecipare a corsi. Il livello di interesse risulta piuttosto elevato anche nel personale amministrativo, mentre è sostanzialmente ridotto tra i medici (solo 33%). Tale ipotesi è stata controllata tenendo conto di possibili variabili intervenienti: l'uso personale di TNC e l'applicazione professionale di TNC (grafici non mostrati). Risulta comunque che, a prescindere dalle esperienze personali e professionali con le TNC, gli infermieri sono più disposti a frequentare corsi di formazione.

 

Bibliografia

  • Marcon G., Ciuffreda M., Corrò P. "Medicina convenzionale e medicina non convenzionale" Professione - Sanità Pubblica e Medicina Pratica- Anno X No.1, 2002
  • Nahin R., Straus S.E. "Research into complementary and alternative medicine: problems and potential" BMJ 2001 Jan Vol. 322
  • National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) "What Is Complementary And Alternative Medicine (CAM)?" consultabile al sito web: http://nccam.nih.gov/ (la pagina web include definizioni, regolamentazione, notizie per i sanitari e per gli utenti e, soprattutto, un'ampio insieme di Clinical Trials sulle TNC).
  • NATIONAL CENTER FOR COMPLEMENTARY AND ALTERNATIVE MEDICINE National Institues of Health About Clinical Trials and Complementary and Alternative Medicine  NCCAM Clearinghouse Pub. No.: D162
  • Nahin R, Straus ES "Research into complementary and alternative medicine: problems and potential" BMJ 2001; 322: 161-4
  • Zollman Catherine, Andrew Vickers "ABC of complementary medicine" BMJ 1999. E' un libro, pubblicato per capitoli, ad esempio "What is complementary medicine?" and "Complementary medicine in conventional practice" facilmente consultabili su PubMed al sito http://www.ncbi.nih.gov/entrez/query.fcgi
  • Zollman C., Vickers A. "ABC of complementary medicine - What is complementary medicine?" BMJ 1999 Sept Vol. 319
  • Zollman C., Vickers A. "ABC of complementary medicine - Complementary medicine in conventional practice" BMJ 1999 Oct Vol. 319
  • Zollman C., Vickers A. "ABC of complementary medicine - Acupuncture" BMJ 1999 Oct Vol. 319
  • Zollman C., Vickers A. "ABC of complementary medicine - The manipulative therapies: osteopathy and chiropractic" BMJ 1999 Oct Vol. 319)

 

Siti Web

www.nccam.nih.gov
www.nih.gov
www.clinicaltrials.gov
www-commons.cit.nih.gov/crisp
CAM on PubMed  Web site: www.nlm.nih.gov/nccam/camonpubmed.html 

 

Contenuti a cura della Sezione di Scienze delle Professioni Sanitarie del Dipartimento di Pediatria dell'Università di Firenze - AOU Meyer