STOMATITE DA CHEMIO - si può intervenire con l'uso del ghiaccio? PDF Stampa E-mail

Nei pazienti sottoposti a chemioterapia è possibile prevenire la stomatite con l'uso del ghiaccio?
HV Worthington et al, Interventions for preventing oral mucositis for patients with cancer receiving treatment, The Cochrane Database of Systematic Reviews 2006 Issue 2

 

I trattamenti antiblastici sono sempre più efficaci ma comportano molti effetti collaterali, tra questi la mucosite del cavo orale, un problema che può causare notevoli sofferenze al paziente, difficoltà ad alimentarsi ed infezioni. Nella pratica clinica sono stati adottati molti metodi per ridurre questa complicanza.

Una revisione sistematica Cochrane pubblicata nell'aprile 2006 si è posta lo scopo di valutare l'efficacia di alcuni di questi metodi come ad esempio gli sciacqui con benzidamina (Tantum) l'adozione di protocolli per l'igiene orale o l'uso di fosfato di calcio, miele, povidone, zinco solfato e pezzetti di ghiaccio da tenere in bocca.

Questa revisione sistematica ha preso in considerazione 71 studi clinici randomizzati che hanno studiato in totale 5217 pazienti e 29 tipi di intervento. La popolazione inclusa era composta in 63 studi da soli adulti, in 7 studi comprendeva anche i bambini e uno studio è stato condotto esclusivamente su bambini. Per misurare il grado di stomatite negli studi sono stati presi in considerazione alcune variabili cliniche: cambiamento visibile dello stato della mucosa orale, dolore, incapacità ad assumere cibi solidi. Per la valutazione sono state usate delle scale da 0 (normale) a 4 (grave) secondo le indicazioni dell'OMS.

 

Gli autori, dopo aver esaminato tutti gli studi sull'argomento e scartato i meno attendibili hanno concluso che, sono sufficientemente fondati solo quelli che riguardano 4 metodi: 3 di essi (aminofosfine, antibiotici e enzimi idrolitici -per le loro proprietà analgesiche e anitinfiammatorie) riguardano i pazienti con tumori della testa e del collo; 1 metodo riguarda i pazienti a cui viene somministrato 5-fluoracile. Quest'ultimo metodo consiste nel far tenere dei pezzetti di ghiaccio in bocca durante la somministrazione in bolo del farmaco. Il razionale su cui questo intervento si basa è che la vasocostrizione locale rallenterebbe la diffusione del farmaco alle cellule della mucosa orale riducendo il suo effetto citotossico locale. Sulla base di questa revisione sistematica si può dunque affermare che far succhiare ai pazienti dei pezzetti di ghiaccio durante la somministrazione di terapia antiblastica con 5-fluoracile è efficace nel ridurre il rischio di stomatite. Questo metodo si applica solo in casi di somministrazione in boli del farmaco (circa 30 minuti) e non in caso di somministrazione che richiede un lasso di tempo prolungato.

 

Scarica la revisione sistematica del 2006


S. Neri e F. Festini