PRELIEVO EMATICO NEL PRETERMINE - meglio la puntura del tallone o la venipuntura? PDF Stampa E-mail

Shah V., Ohlsson A. "Venipuncture versus hell lance for blood sampling in term noeonates (Review)". The Cochrane Library 2008; 3: 1-18


Gli Infermieri dei bambini si trovano spesso di fronte alla necessità di effettuare un prelievo di quantità di sangue molto piccole. Un campione ematico piccolo è necessario per alcuni dei più importanti test di screening (ad es. fenilchetonuria e ipotiroidismo), come anche per alcuni esami di routine come la misurazione della bilirubina sierica o della glicemia.

Ma qual è la migliore tecnica da utilizzare? La necessità di effettuare prelievi ematici è molto maggiore per i neonati ricoverati in terapia intensiva, per i quali può essere necessario reperire dei campioni ematici più volte al giorno. La tecnica generalmente più usata nei neonati è la puntura del tallone (in inglese heel lance o HL) mediante un'apposita lancetta. I neonati sottoposti a questa procedura mostrano sia un'espressione facciale che dei movimenti corporei che sono indicativi di dolore. Fino a poco tempo fa si riteneva che i neonati non fossero in grado di percepire il dolore a causa di un'immaturità del sistema nervoso periferico, tuttavia è ormai ben dimostrato che le strutture neuronali responsabili della trasmissione della sensazione dolorosa sono ben sviluppati anche nel neonato a termine e nel prematuro.

 

La tecnica della puntura del tallone non è priva di complicanze, sono infatti riportati in letteratura casi di osteocondriti ed ecchimosi del tallone sottoposto ad HL oltre che emolizzazione del campione prelevato e casi di puntura accidentale dell'operatore preposto ad effettuare la tecnica. Recentemente è stato introdotto l'uso della lancetta meccanica per effettuare l'HL. I vantaggi di questo tipo di lancetta sono un volume di sangue prelevato complessivamente maggiore rispetto alla HL manuale, un minor tempo di esecuzione, una ridotta emolizzazione del campione prelevato rispetto al metodo tradizionale ed una maggior facilità d'esecuzione.

 

La venipuntura (VP), al contrario, è una tecnica utilizzata soprattutto per i lattanti più grandi e per i bambini. I vantaggi della venipuntura sono legati ad una diminuzione del rischio di emolizzazione del campione e dal maggior volume di sangue prelevabile. Lo svantaggio della VP è la necessità che la tecnica venga eseguita da un operatore con esperienza nel reperimento di accessi venosi.


L'obiettivo principale di questa revisione sistematica è stata di confrontare il dolore derivante da HL con il dolore derivante da VP nei neonati a termine (età gestazionale > 37 settimane). Gli obiettivi secondari sono stati di confrontare le due tecniche rispetto a: rischio di dover eseguire nuovamente il prelievo per campione danneggiato o insufficiente, tempo di esecuzione e percezione da parte del genitore del dolore del bambino. Sono stati inclusi nella revisione 5 studi, con trial di tipo randomizzato o quasi randomizzato nei quali venivano confrontate VP e HL. Complessivamente gli studi selezionati hanno arruolato 457 neonati. Nei vari studi sono stati utilizzati i seguenti strumenti per la misurazione del dolore:
1) Neonatal Infant Pain Score
2) Neonatal Facial Action Coding System
3) Premature Infant Pain Profile
4) Pianto (tempo di latenza, ovvero tempo intercorso tra lo stimolo doloroso ed il pianto, durata del pianto e percentuale di bambini che piangono dopo essere stati sottoposti alla procedura).

 

I risultati della revisione indicano che la VP è preferibile alla HL per il prelevamento di un campione ematico da neonato a termine, infatti:
1) la VP è meno dolorosa rispetto alla HL secondo tutte le scale per la misurazione del dolore utilizzate nei vari studi. Questo si verifica probabilmente perché mentre la VP è una tecnica che permette di ottenere il campione di sangue rapidamente, la HL è costituita da diverse fasi: puntura con la lancetta, spremitura del tallone per ottenere il campione ematico (la durata di questa fase può variare a seconda di caratteristiche individuali legate al tipo di flusso ematico), la disinfezione del tallone e l'applicazione di una medicazione.
2) il numero dei bambini che piange dopo HL è significativamente più alto rispetto al numero di bambini che piangono dopo VP, mentre la durata del pianto è significativamente più breve nei pazienti sottoposti a quest'ultima.
3) La VP è associata ad un ridotto stato di ansia del genitore che assiste alla procedura, mentre lo stato di ansia osservato nei genitori durante la procedura di HP è risultato maggiore.
4) Il dolore del bambino percepito dal genitore è risultato significativamente minore nei bambini sottoposti a VP rispetto a quelli sottoposti ad HL
5) Sebbene non vi siano differenze statisticamente significative tra il tempo impiegato nell'esecuzione delle due tecniche, i bambini sottoposti a VP hanno avuto meno bisogno di ripetere la procedura rispetto ai bambini sottoposti ad HL, quindi il tempo complessivo necessario al prelevamento del campione ematico risulta statisticamente inferiore nei bambini sottoposti a VP.