CAMBIO DI DEFLUSSORE E SET DI INFUSIONE - per la somministrazione della nutrizione enterale PDF Stampa E-mail

Nutrizione enterale: con quale frequenza vanno cambiati la sacca e il set per la somministrazione ?

 

La nutrizione enterale via SNG (sondino naso gastrico) o gastrostomia rappresenta la migliore alternativa possibile di sostentamento per i pazienti che non possono alimentarsi normalmente. Anche questa pratica però, non è priva di rischi infettivi principalmente dovuti ad una scorretta gestione della preparazione e della somministrazione delle soluzioni nutritive.
A questo proposito, è stato chiesto a "Gli Infermieri dei Bambini" di raccogliere evidenze per rispondere ad alcuni dubbi, emersi dalla pratica clinica degli infermieri: 1) ogni quanto bisogna cambiare il deflussore quando la somministrazione enterale è continua; 2) se, in caso di somministrazione non continua ma ad orari, il deflussore e/o la siringa utilizzati possono essere lavati, conservati e riutilizzati 3) in caso affermativo, ogni quanto vanno comunque gettati, e se il lavaggio della siringa e del deflussore usato per la somministrazione non in continuo può essere fatto con ipoclorito.
Per rispondere a questi quesiti abbiamo svolto una ricerca su internet sul sito www.pubmed.gov (il più importante archivio di articoli scientifici) e su www.guideline.gov (il sito di linee guida del ministero della sanità americano) inserendo le seguenti parole chiave: "enteral feeding", "feeding tube", "gastrostomy", "nasogastric", "enteral nutrition", "disinfection".
Dalla ricerca due documenti sono emersi come particolarmente rilevanti per i quesiti posti: una revisione sistematica del 2004 pubblicata sulla rivista "Intensive and Critical Care Nursing", che analizza tutti gli articoli pubblicati riguardo i vari aspetti della nutrizione enterale (1); e le Linee Guida del National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) un prestigioso ente governativo britannico (2).
In linea generale, le Linee Guida del NICE richiamano la necessità di applicare le precauzioni standard per ridurre il rischio di contaminazione. Il rischio di contaminazione è correlato alla manipolazione del set per la nutrizione. Le linee guida raccomandano quindi di praticare un'accurata igiene delle mani, di usare il minor numero di raccordi possibile, di raccordare il deflussore con tecnica "no touch", quindi senza toccare le parti che si andrà a raccordare e di ridurre al minimo le manipolazioni.

Per quanto riguarda i tempi di somministrazione sia la revisione sistematica sia le linee guida concordano nel fatto che le sacche/flaconi sterili forniti pronti all'uso, possono essere infusi o comunque lasciati appesi a temperatura ambiente per un massimo di 24 ore; rientrano in questo caso tutte le fattispecie in cui l'unica operazione da fare è la connessione del deflussore alla sacca/flacone arrivato già pronto; invece sacche/flaconi preparati in modo non asettico (ad esempio per diluizione o ricostituzione estemporanea in reparto) possono essere somministrati per non più di 4 ore.
Per quanto riguarda il cambio dei deflussori, raccomandano di non utilizzarli per più di 24 ore in caso di somministrazione continua. Inoltre sconsigliano il riutilizzo del materiale monouso usato per la somministrazione non in continuo dato che questa pratica è stata associata a contaminazione batterica e non vi sono evidenze sufficienti a dimostrare che lavandoli e asciugandoli sia possibile evitare il rischio infettivo. Inoltre, nonostante siano stati studiati, in passato, sistemi per disinfettare i presidi monouso allo scopo di riutilizzarli, non è stato identificato un sistema applicabile in modo soddisfacente alla pratica (3,4,5). Comunque, le linee guida sottolineano che il riutilizzo di presidi che sono stati autorizzati, prodotti e commercializzati come "single use only" (monouso) è di per se una pratica inappropriata.

Dall'esame delle evidenze disponibili emergono quindi le seguenti risposte ai quesiti della collega:

1) in caso di somministrazione di nutrizione enterale continua, il deflussore deve essere cambiato almeno ogni 24 ore, 2) il materiale monouso usato per la somministrazione intermittente -come le siringhe e i deflussori, normali o da pompa- andrebbe cambiato dopo ogni somministrazione di nutrizione e che, 3) ad oggi, non esistono studi che suggeriscono un sistema adeguato per la disinfezione di tale materiale monouso.


Non va, tra l'altro, ignorato che, qualora fosse identificato un sistema accettabile per lavare/disinfettare il materiale monouso usato per la NET per riutilizzarlo, rimarrebbe il problema di come assicurare la completa asciugatura dell'interno del circuito tra un utilizzo e l'altro. Infatti, nel caso di lavaggio o disinfezione di un presidio, il necessario risciacquo deve essere sempre seguito da asciugatura in modo da impedire la proliferazione di organismi nel substrato umido. Per contenere i costi determinati dal cambio di un set ad ogni pasto può essere prevista la somministrazione non in pompa ma a caduta con gocciolatori monouso, sempre che le condizioni cliniche del bambino lo consentano.


Bibliografia:
1) National Institute for Health and Clinical Excellence, Prevention of healthcare-associated infections in primary and community care. June 2003. Section 4 - Enteral Feeding,:169-217.
2) Williams TA, Leslie GD, A review of the nursing care of enteral feeding tubes in critically ill adults: part I and II, Intensive and Critical Care Nursing, 2004 Dec; 20 (6): 330-43
3) Anderton A, Nwoguh CE. Re-use of enteral feeding tubes - a potential hazard to the patient? A Study of the efficiency of a representative range of cleaning and disinfection procedures. Journal of Hospital Infection 1991;18:131-138.
4) Smarszcz RM, Proicou GC, Dugle JE. Microbial contamination of low-profile ball on gastrostomy extension tubes and three cleaning methods. Nutrition in Clinical Practice 2000;15:138-142.
5) Grunow JE, Christenson JC, Moutos D. Contamination of enteral nutrition systems during prolonged intermittent Use. Journal of Parenteral and Enteral Nutrition 1989;13(1):23-2
Stella Neri e Filippo Festini Università di Firenze, Dipartimento di Pediatria, Sezione di Scienze delle Professioni Sanitarie in collaborazione con Fina Belli, Servizio Dietetico, AOU Meyer