LE CADUTE IN AMBITO PEDIATRICO: COME VALUTARE IL RISCHIO E PREVENIRE L’EVENTO PDF Stampa E-mail

LE CADUTE IN AMBITO PEDIATRICO: COME VALUTARE IL RISCHIO E PREVENIRE L’EVENTO
Nello scorso numero di IdB abbiamo parlato dei fattori di rischio delle cadute in ambito pediatrico, con particolare riferimento agli eventi-caduta che si verificano durante il ricovero in ospedale. Tuttavia la maggior parte delle cadute e dei conseguenti traumi, in particolar modo traumi cranici e facciali, non hanno luogo in ospedale, bensì mentre il bambino si trova nella propria casa (1). In particolare, la fascia di età maggiormente a rischio di lesioni da caduta è quella compresa tra 0 e 24 mesi; questo è dovuto al fatto che in questa fase nel bambino si verifica uno sviluppo rapidissimo delle capacità psicomotorie, che devono necessariamente essere accompagnate da un altrettanto rapida rimodulazione dei sistemi/dispositivi di sicurezza predisposti nell’ambiente domestico. In questo numero approfondiremo l’argomento cadute presentandovi un pratico strumento di valutazione del rischio di cadute in setting non ospedalieri: l’Infant/Child Home Fall Risk Assessment Tool (ICHFRAT) (1) ed esamineremo alcune delle strategie che gli Infermieri dei Bambini possono mettere in atto per prevenire le cadute (2).
L’ICHFRAT (tab1) prevede la rivalutazione del rischio ad intervalli di 6 mesi, nella fascia d’età considerata particolarmente vulnerabile, ovvero quella compresa tra 0 a 24 mesi. E’ valutata la presenza di 8 fattori di rischio (FDR) mediante la formulazione di 8 domande: gli FDR presi in esame sono specifici per le 4 fasce di età considerate.
La risposta NO indica che l’FDR è presente mentre la risposta SI indica che è assente.
Il bambino è considerato a rischio se viene data risposta NO anche ad una sola delle domande presentate.


I vantaggi dell’impiego dell’ ICHFRAT sono legati alla rapidità ed alla semplicità di esecuzione da parte dell’operatore sanitario che opera la valutazione e alla possibilità di elaborare interventi correttivi in maniera precoce e mirata.
Le strategie preventive che proponiamo di seguito sono state elaborate sulla base dei risultati ottenuti dal più vasto progetto di sorveglianza sulle cadute che sia mai stato compiuto negli Stati Uniti (2). Il progetto ha raccolto i dati provenienti da 29 ospedali pediatrici. I risultati evidenziano che c’è ancora molto lavoro da fare per quanto riguarda la gestione dell’evento caduta e la sensibilizzazione del mondo sanitario su questo tema. Infatti i dati dimostrano la presenza di realtà molto eterogenee per quanto riguarda la formulazione di specifici protocolli di prevenzione delle cadute, gli strumenti di reporting dell’evento, l’impiego di strumenti specifici per l’età pediatrica nella valutazione del rischio e la definizione stessa dell’evento caduta. Le strategie di prevenzione più frequentemente utilizzate dagli Ospedali coinvolti nello studio sono riassunte nella tabella 2.

Le strategie suggerite si concentrano su due diverse direttrici: rendere più sicuri gli spazi di degenza mediante la predisposizione di dispositivi di sicurezza (ad esempio sponde del letto o la presenza di maniglie e di superfici anti scivolo) e rendere più consapevoli i genitori del rischio di cadute fornendo loro informazioni specifiche ed indicazioni mirate (ad esempio far indossare al bambino calzature anti scivolo). Sono tuttavia necessarie ulteriori ricerche per misurare l’efficacia di ogni intervento suggerito.