LE CADUTE IN AMBITO PEDIATRICO: QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO PDF Stampa E-mail
Shaffer P, Pediatric inpatient falls and incurie: a descriptive analysis of risk factors. Journal for Specialists in Pediatric Nursing 2012;17:10-18
 
Il problema delle cadute è stato ampiamente trattato in ambito geriatrico, tuttavia questo fenomeno interessa anche la pediatria, infatti è stato calcolato che si verifichino più di 2 milioni di cadute all’anno in pazienti di età pediatrica. Anche durante la degenza in ospedale possono verificarsi cadute con danno grave al paziente e prolungamento della durata del ricovero. Da uno studio condotto su un periodo di 6 anni è risultato che si sono verificate 85 cadute in bambini ricoverati di età inferiore ai 5 anni: 17 bambini hanno riportato ferite, graffi o epistassi, 20 contusioni o ematomi ed in un caso la frattura del cranio. In ambito neonatologico, uno studio ha analizzato i dati provenienti da 18 ospedali: in 36 mesi si sono verificate 14 cadute, con un’incidenza stimata di 1,6 cadute ogni 10.000 nati vivi. Sette cadute si erano verificate a seguito dell’addormentamento del genitore e la maggioranza dei casi ha avuto luogo tra le 1.30 e le 9.00. Altri studi hanno descritto fratture del cranio o delle clavicole provocate da cadute verificatesi durante il ricovero. Il rischio di caduta del paziente pediatrico è determinato essenzialmente da 3 componenti:
-- fattori relativi al paziente: le maggiori variabili di questa categoria sono l’età, il peso, il sesso e l’etnia, il livello di sviluppo cognitivo, il livello di coscienza e la mobilità.
-- fattori legati alle condizioni clinico-assistenziali del paziente: si tratta di fattori considerati fuori dal controllo del bambino, come ad esempio la presenza nel reparto di specifici protocolli per la prevenzione delle cadute, essere stato sottoposto ad anestesia o sedazione, essere connesso a pompe infusive o ad altri presidi che prevedono l’utilizzo di sonde, tubi o prolunghe.
-- fattori logistico-strutturali: possibilità di ancoraggio del paziente alle superfici, presenza di maniglie o corrimano, caratteristiche delle superfici di appoggio ecc.
Lo studio che vi proponiamo ha valutato retrospettivamente le cadute verificatesi nell’arco di 6 mesi in pazienti con età da 0 a 18 anni in un Ospedale Universitario di 4° livello. I dati raccolti hanno riguardato le cadute verificatesi in tutti i reparti dell’ospedale. Sono state raccolte le seguenti informazioni circa l’evento caduta: il giorno della settimana in cui si è verificata, l’ora, la durata totale dell’ospedalizzazione, il luogo in cui si è verificato l’evento, se qualcuno ha assistito all’evento, se il paziente si trovava in quel momento sotto la supervisione di un adulto, l’attività che il paziente stava svolgendo al momento della caduta, il tipo di caduta, il tipo di superfici di appoggio disponibili e illuminazione dell’ambiente, l’eventuale perdita di funzionalità motoria dovuta a procedure o trattamenti e il giorno di ospedalizzazione in cui si è verificato l’evento. Per quanto riguarda la definizione delle caratteristiche demografiche presentate dal campione, sono stati raccolti i seguenti dati: età, peso, sesso, stadio di sviluppo neurocomportamentale, etnia della madre, livello di coscienza, livello di sedazione, presenza di deficit del visus, mobilità ed equilibrio, anamnesi positiva per sincopi o vertigini, presenza di disturbi dell’attenzione e iperattività, eventuale impiego di mezzi di contenzione, assunzione di farmaci sedativi o ipnoinducenti nelle 4 ore precedenti alla caduta. E’ stata inoltre valutata la presenza all’interno dei vari reparti di programmi di prevenzione delle cadute; è stata quindi presa in esame la diffusione di alert specifici sull’argomento, la presenza di strumenti per la valutazione del rischio e gli interventi strutturali realizzati per ridurre il rischio di caduta. Sono stati quindi individuati 3 livelli di gravità delle cadute: è stata definita “maggiore” la gravità relativa ad una caduta che ha comportato una frattura o la necessità di una sutura, “moderata” la gravità di una caduta che ha causato sanguinamento da qualsiasi lesione provocata dall’evento stesso e “minore” la gravità di cadute che hanno provocato abrasioni, lividi, arrossamenti, contusioni, gonfiore o dolore nell’area sottoposta al trauma.
Risultati
Sono state analizzate 53 cadute relative a 51 pazienti. E’ stata calcolata una prevalenza delle cadute in pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni pari a 0,84 per 1000 giorni di ospedalizzazione. Il range dell’età variava dai quattro mesi ai 17 anni con una mediana di 9 anni. Il range del peso era tra 7,4 Kg e 124 Kg con una mediana di 32,4 Kg. Il 67,9% del campione era di etnia caucasica ed il 58,5% era maschio; nel 52,8% dei casi non si erano verificate precedentemente cadute e nell’84,9% l’anamnesi per convulsioni era negativa. Su 53 cadute analizzate l’esito è stato una lesione in 31 casi (nel 77,4% dei casi di gravità minore, nel 22,6% di gravità moderata, e in nessun caso di gravità maggiore). Il 98% del campione era sveglio al momento della caduta ed il 79,3% del campione aveva uno stadio di sviluppo neurocomportamentale appropriato per l’età. Non sono state riscontrate differenze statisticamente significative tra i bambini che hanno sperimentato la caduta con lesioni e il gruppo che ha avuto una caduta senza lesioni per quanto riguarda età, sesso, peso ed etnia. Solo in due casi il bambino caduto era disorientato (6,5%). Nel 71% dei casi i bambini con caduta con lesioni erano indipendenti nella deambulazione e non necessitavano di ausili per gli spostamenti. In 13 casi (24,5%) le cadute hanno coinvolto bambini di età inferiore ai 3 anni. Per quanto riguarda le cadute con lesioni, nel 18,2% dei casi il bambino era scalzo, mentre nel 9,1% dei casi il bambino indossava i calzini. Nel 77,4% dei casi era presente nel reparto uno strumento di valutazione del rischio non validato ed erano stati giudicati a rischio di caduta solamente il 37,5% dei 24 bambini sottoposti alla valutazione ed in seguito caduti. Nel 19,4% delle cadute con lesioni erano stati somministrati al bambino farmaci sedativi o ansiolitici nelle 4 ore precedenti all’evento. Il 75% delle cadute con lesioni verificatesi a seguito di anestesia o intervento è avvenuta nelle 24 ore successive alla seduta anestesiologica/chirurgica. Il 58,1% delle cadute con lesioni si è verificato nella stanza di degenza ed in 5 casi la caduta è stata causata dallo scivolamento del bambino dal piano del letto. Nel 54,6% dei casi il pavimento era rivestito in linoleum. Nel 69,8% delle cadute  l’evento si era verificato alla presenza di testimoni.
Conclusioni
I risultati ottenuti da questo studio sono in linea con quelli riportati dagli studi precedenti. Lo studio ha evidenziato la necessità di utilizzare strumenti di valutazione del rischio con una maggiore capacità predittiva. Inoltre la maggior parte delle cadute si è verificata in bambini con uno sviluppo neuro comportamentale adeguato per l’età  e che al momento della caduta i bambini erano svegli. Il momento di maggior rischio è costituito dalle 4 ore successive alla somministrazione di farmaci sedativi o ipnoinducenti e le 24 ore successive ad una seduta anestesiologica. E’ inoltre un elemento da tenere presente il tipo di rivestimento del pavimento.