Il punto di vista dei bambini sulla loro ospedalizzazione PDF Stampa E-mail
L’ESPERIENZA DELL’OSPEDALIZZAZIONE:IL  PUNTO DI VISTA DEI BAMBINI
Pelander T, Leino-Kilpi H. Children’s best and worst experiences during hospitalisation. Scandinavian Journal of Caring Sciences 2010
Gli Infermieri dei Bambini hanno da tempo sviluppato una forte sensibilità verso il punto di vista dei loro piccoli pazienti in merito alle cure ricevute. Sempre più frequentemente, in ambito pediatrico, il punto di vista dei bambini è l’elemento discriminante nella progettazione degli ambienti in cui vengono erogate le cure, nella scelta del tipo di divise che i sanitari sono tenuti ad indossare o nella valutazione delle tecniche da eseguire. Tuttavia, nonostante si siano compiuti grandi passi avanti nel campo dell’Atraumatic Care e l’assistenza si stia orientando sempre più verso metodiche ed approcci “child-friendly”, molto raramente le Aziende Sanitarie prevedono sistemi di feed-back che, dando voce ai piccoli pazienti, consentano in maniera diretta la valutazione della reale efficacia delle scelte adottate. Questo articolo ha l’obiettivo di descrivere quali sono gli aspetti dell’ospedalizzazione che i bambini in età scolare ritengono migliori e peggiori.
Metodi: Il completamento di frasi è un sistema tra i più diffusi per stimolare l'espressione di pensieri e sentimenti nei bambini. Le frasi vengono elaborate con un tronco fisso che permette al bambino di esprimersi, completando la frase, in merito al soggetto che il ricercatore desidera indagare. Questa metodica ha il vantaggio di ridurre  il rischio di influenzare le risposte del bambino e gli permettono di esprimersi con parole proprie. Lo studio ha utilizzato una scheda prestampata con le seguenti frasi da completare per iscritto:
“Secondo me, la cosa migliore dell’ospedale è stata…..” e “Secondo me, la cosa peggiore dell’ospedale è stata….”.
Raccolta dei dati e descrizione del campione: Lo studio si è svolto in Finlandia, nel 2005, coinvolgendo cinque ospedali universitari in cui vengono ricoverati i bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni. I dati sono stati raccolti in 23 reparti di pediatria (sia medicina che chirurgia); sono stati esclusi dallo studio le terapie intensive pediatriche, le neuropsichiatrie infantili, i reparti di neurologia e gli ambulatori pediatrici. Sono stati arruolati bambini con età compresa trai 7 e gli 11 anni che erano stati sottoposti ad almeno  una notte di ricovero, che parlavano il finlandese e che erano in grado di rispondere al questionario da soli o con l'aiuto di un adulto. I bambini arruolati hanno completato il questionario in ospedale e lo hanno restituito in buste chiuse agli Infermieri dei reparti prima di essere dimessi. Sono state raccolte 338 schede. Il 53% dei bambini arruolati era stato ricoverato per intervento chirurgico, il 26% per infezioni, il 9% per diabete ed il 7% per patologia oncologica. Il 76% dei bambini è stato aiutato dai genitori nello scrivere il completamento delle frasi.
Risultati: L’aspetto migliore dell’ospedalizzazione. La frase circa l'aspetto migliore dell'ospedale è stata completata da 362 bambini. Quattro bambini hanno scritto che non c'è nessun aspetto positivo nel trovarsi in un ospedale, quattro hanno scritto di non sentirsi in grado di esprimersi su questo argomento e sette hanno scritto che tutti gli aspetti dell'ospedale erano buoni. Le restanti risposte sono state suddivise in 5 categorie: persone, caratteristiche delle persone, attività, ambiente e risultati. Sono inoltre stati osservati gli aggettivi più frequenti. La maggioranza delle risposte si è distribuita nella categoria "persone"; in particolare i bambini hanno apprezzato il loro "ruolo di pazienti" sia perché si sono sentiti parte attiva nelle cure e nelle attività ludiche, sia perché come "pazienti" hanno potuto riposarsi, stare meglio, non frequentare la scuola ed essere curati nel rispetto della propria privacy. Per i bambini secondo i quali gli Infermieri erano la cosa migliore dell'ospedale, le qualità più frequentemente apprezzate sono state la gentilezza, l'amabilità e l'avvicinabilità. Le attività più frequentemente indicate come aspetti migliori sono state le attività ludiche, come il gioco e guardare la televisione, e le attività di autocura. Le attività preferite che vedevano coinvolti anche gli Infermieri sono state il gioco, ricevere dall’Infermiere cibo appetitoso, ricevere farmaci contro il dolore ed essere aiutati nel bagno. Anche la privacy e la possibilità di non dover condividere la  stanza con i propri fratelli è stato un elemento spesso apprezzato.
L’aspetto peggiore dell’ospedalizzazione. La frase che descrive l'aspetto peggiore del ricovero è stata completata da 353 bambini. Secondo 32 bambini l'essere all'ospedale non ha nessun aspetto negativo. La restante parte delle risposte ottenute è stata suddivisa nelle seguenti categorie: persone, sentimenti, attività ed ambiente. La maggior parte delle risposte rientra nella categoria "persone", in particolare nel fatto di essere malati e perciò soffrire per i sintomi della malattia, essere in un ambiente estraneo, ricevere trattamenti fisici ed essere sottoposti a procedure dolorose. Sono stati ritenuti aspetti molto negativi le restrizioni alimentari e l'attesa prima dell'esecuzione delle procedure terapeutiche. Inoltre aghi, visite mediche, farmaci e digiuno sono stati indicati come cause di forte disagio. Inoltre il senso di separazione dai genitori, dagli amici o dai compagni di scuola e la brusca interruzione delle abitudini quotidiane sono stati inclusi tra gli elementi negativi del trovarsi in ospedale. All'interno della categoria "ambiente" i bambini hanno inserito il divieto di alzarsi dal letto, il divieto di correre e l'isolamento (specialmente nei reparti di malattie infettive) come esperienze negative. Queste riposte hanno evidenziato la necessità di provvedere al bambino qualcosa da fare durante la permanenza in ospedale. Il condividere la stanza con bambini che piangono o con altri bambini è stato messo in relazione con stress e difficoltà nel riposarsi.
Conclusioni: Lo studio mostra come l'ospedalizzazione sia percepita dai bambini come evento stressante, in particolare in riferimento all'esecuzione di procedure invasive o dolorose. Tuttavia dai dati raccolti emerge anche il forte potere attrattivo e ansiolitico che le tecniche di distrazione e le attività ludiche in generale esercitano sui piccoli pazienti. Sono necessari ulteriori studi per valutare il ricordo dell'ospedalizzazione che i bambini conservano nel tempo e quale sia l'impatto della prima esperienza di ospedalizzazione sulla percezione dei ricoveri successivi.