Test rapido e decolonizzazione del naso nei portatori di Stafilococco aureo per ridurre le infezioni del sito chirurgico PDF Stampa E-mail

Bode LG, Kluytmans JA, Wertheim HF et al. Preventing surgical-site infections in nasal carriers of Staphylococcus aureus. N Engl J Med 2010;362:9-17
Traduzione e sintesi di Stefania  Cozza

Secondo i risultati di questo recentissimo studio multicentrico randomizzato controllato in doppio-cieco con placebo il rapido controllo e la decolonizzazione dei portatori nasali di Stafilococco aureo al momento dell’ammissione in ospedale riduce le infezioni ospedaliere acquisite del sito chirurgico causate da questo batterio,.
I portatori nasali dello Stafilococco Aureo infatti aumentano il rischio di infezioni ospedaliere associate a questo organismo e la decolonizzazione del naso e dei siti extra-nasali al momento dell’ammissione in ospedale può ridurre questo rischio. Lo scopo dello studio è stato quello di determinare se l’uso di un test rapido per identificare la presenza di SA nel naso dei pazienti all’ammissione, seguito dall’immediato trattamento con sapone alla clorexidina e pomate a base di muropicina può ridurre il rischio di infezioni ospedaliere associate allo Stafilococco aureo.
Da ottobre 2005 a giugno 2007, i ricercatori hanno eseguito il test rapido per Stafilococco aureo nel naso di 6771 pazienti al momento del ricovero; di essi, 1251 erano positivi al microrganismo. 917 di questi pazienti positivi sono stati arruolati nello studio; di loro, 808 (88,1%) dovevano essere sottoposti a intervento chirurgico.
Di questi 917 soggetti, 504 sono stati assegnati in modo randomizzato al trattamento con pomata antibiotica e lavaggio con sapone alla clorexidina, gli altri 413 hanno ricevuto un trattamento placebo.
Nel gruppo sperimentale, le infezioni sono state il 3.4% mentre nel gruppo placebo sono state il 7.7%, con un rischio relativo di 0.42 (CI 95% 0.24-0.75). Limitatamente alle infezioni profonde del sito chirurgico, il rischio relativo è risultato 0.21 (CI95% 0.07-0.62). La mortalità ospedaliera non è risultata significativamente diversa nei due gruppi. Il gruppo del placebo aveva un tempo più breve di inizio delle infezioni nosocomiali rispetto al gruppo trattato.
I risultati dunque suggeriscono che il numero di infezioni dei siti chirurgici da Stafilococco Aureo acquisite in ospedale potrebbe essere più che dimezzato dall’esecuzione al momento del ricovero di un test rapido del portatore di SA nasale e dalla successiva decolonizzazione in caso di positività. Questo intervento può ridurre la permanenza in ospedale in media di circa due giorni.
La muropicina e la clorexidina sono considerate dei trattamenti abbastanza sicuri. Tuttavia, deve essere tenuto presente che lo Stafilococco aureo può diventare resistente alla muropicina, la quale deve quindi essere usata solo in caso di effettiva necessità. L’uso della muropicina intranasale e del bagno con clorexidina per i portatori di Stafilococco Aureo potrebbe essere utile in primo luogo ai pazienti che dovranno eseguire interventi di cardiochirurgia, a tutti i pazienti che riceveranno un trapianto, e a tutti i pazienti chirurgici immunodepressi.