LA SINDROME DA ASTINENZA NEL NEONATO PDF Stampa E-mail

Il termine Sindrome da Astinenza Neonatale (Newborn Abstinence Syndrome o NAS) racchiude le manifestazioni cliniche che si verificano nel neonato la cui madre ha assunto regolarmente sostanze stupefacenti durante la gravidanza. Queste manifestazioni, tipiche di una vera e propria crisi d’astinenza, sono causate dalla brusca interruzione, con il parto, dell’apporto delle sostanze stupefacenti al feto (1). Anche se, in senso stretto, NAS definisce la crisi da astinenza da oppiacei (metadone, eroina, morfina e pentazocina) (1), in senso più ampio, si parla di NAS anche nel caso in cui la madre abbia fatto uso abituale di farmaci o altre droghe, come ad esempio barbiturici, allucinogeni, antidepressivi triciclici e litio (2).

Rilevanza del problema
La comunità scientifica concorda sul fatto che l’utilizzo di stupefacenti in gravidanza costituisca un rilevante problema sia sanitario che sociale (3). Infatti, questa categoria di neonati non solo corre il rischio di sviluppare complicanze intrauterine (asfissia intrauterina, infezioni contratte in utero, ritardo di sviluppo, malformazioni) (4) e al momento della nascita (basso indice di Apgar, basso peso, distress respiratorio, ittero) (4) ma ha anche problemi a lungo termine, come un marcato ritardo dello sviluppo psicomotorio e del linguaggio (5) e una maggiore incidenza di SIDS (6).
I dati provenienti da alcuni studi forniscono un quadro dettagliato in merito all’entità del problema: negli stati Uniti le donne che fanno uso di cocaina e altri oppiacei in gravidanza sono circa il 3% del totale (7), dati simili si sono registrati in Australia (8), mentre è stato calcolato che tra l’11 e il 16% delle donne in gravidanza in carico ad ambulatori neonatali di Londra fanno uso di droghe (9). Queste gestanti hanno alte probabilità di partorire un bimbo con NAS, infatti questa patologia può presentarsi, con gravità variabile, nel 50-90% dei figli di madri eroinomani, nel 75-90% dei figli di madri che assumono metadone e nel 15-30% dei figli di madri che assumono barbiturici durante la gravidanza (10).

Quali sono i segni della NAS?
Riconoscere i segni tipici ed intervenire precocemente significa ridurre fortemente la probabilità che il neonato muoia o subisca ulteriori danni permanenti al sistema nervoso (4).
La sindrome è caratterizzata da disturbi che coinvolgono particolarmente il sistema nervoso centrale, l’apparato respiratorio ed il tratto gastrointestinale. Il momento di insorgenza della NAS è diverso se la droga è eroina o metadone; nel caso dell’eroina l’esordio avviene solitamente entro le prime 24 ore, mentre nel caso del Metadone l’insorgenza può verificarsi tra le 72 ore e la prima settimana di vita (1). Di seguito sono riportati i segni più frequenti (4).

Sistema Nervoso Centrale

  • Iperattività
  • Iper irritabilità (pianto persistente e penetrante)
  • Aumento del tono muscolare
  • Iper flessioni degli arti
  • Tremori e scatti mioclonici
  • Starnuti, singhiozzi e sbadigli
  • Sonni brevi ed inquieti
  • Febbre (accompagnata ad un’aumentata attività neuromuscolare)

Apparato Respiratorio

  • Tachipnea (più di 60 atti respiratori al minuto con neonato a riposo)
  • Eccessive secrezioni

Segni vasomotori

  • * naso chiuso, sbadigli
  • * rossore in volto
  • * profusa sudorazione
  • * pallore improvviso

Segni cutanei

  • Escoriazione di natiche, ginocchia e gomiti
  • Graffi sul volto
  • Abrasioni in punti di particolare pressione

Apparato gastrointestinale

  • Suzione vigorosa e disorganizzata
  • Vomito
  • Salivazione profusa
  • Aumento della sensibilità del riflesso faringeo
  • Iperfagia
  • Diarrea
  • Crampi addominali
  • Scarsa alimentazione (<15 ml nel primo giorno di vita; poppate più lunghe di 30’)

 

Quali sono gli interventi infermieristici prioritari ?
L’assistenza al neonato con NAS è volta ad attenuare la sintomatologia legata alla crisi d’astinenza garantendo un’adeguata respirazione, mantenendo costante la temperatura corporea e fornendo una nutrizione adeguata.
Alcune misure generali includono (4):

  • il monitoraggio della temperatura corporea;
  • un’attenta rilevazione della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria (consigliata la valutazione dei suddetti parametri ogni 15 minuti se il paziente è stabile);
  • far assumere piccole quantità di latte frequentemente per evitare la disidratazione, in particolar modo se è presente rigurgito, vomito o diarrea;
  • monitoraggio degli effetti della terapia farmacologia endovenosa. La terapia farmacologia varia a seconda del tipo di sostanza utilizzata dalla madre; l’infermiere dovrebbe far sentire la madre libera di esprimersi in merito a quantità, tipologia e frequenza di assunzione del tossico nel periodo della gravidanza (6). Nel caso non fosse possibile ottenere la collaborazione della madre, gli esami tossicologici di laboratorio possono fornire importanti informazioni per iniziare precocemente il trattamento;
  • posizionamento del neonato in posizione semi-Fowler per evitare il rischio di inalazione del vomito o delle secrezioni;
  • in caso di vomito o diarrea pesare il bambino ogni 8 ore;
  • proteggere il viso e le estremità del neonato da escoriazioni dovute all’agitazione motoria facendogli indossare appositi guantini ed utilizzando lenzuola morbide
  • preferire per il neonato un ambiente calmo con illuminazione tenue;
  • si riporta di seguito una tabella utile nella valutazione della gravità della NAS. Il punteggio va assegnato ogni 4 ore, passando a ogni 2 se >8 e ritornando a ogni 4 dopo 24 ore consecutive con punteggio <8.


 

Bibliografia

  1. Pietro P. Tossicologia Clinica degli avvelenamenti acuti in età pediatrica. SEE Editrice Firenze, 1999
  2. Kent Olson R. Intossicazioni Acute. Sprinter, 1999
  3. Osborn DA, Jeffery HE, Cole MJ. Opiate treatment for opiate withdrawal in newborn infants. Cochrane Database Syst Rev, 2002; (3): CD002059
  4. Ladewing P, Davidson M. Contemporary Maternal-Newborn Nursing Care. Pearson Prentice Hall. New Jersey, 2006
  5. Campbell S. Parental cocaine exposure and neonatal/infant outcomes. Neonatal Network, 2003;22 (1):19-21
  6. Moran BA. Substance abuse in pregnancy. In S Mattson and J E Smith (eds), Core curriculum for maternal newborn Nursing St. Louis: Elsevier
  7. Bhuvaneswar CG, Chang G, Epstein LA, Stern TA. Cocaine and Opioid Use During Pregnancy: Prevalence and Management. Prim Care Companion J Clin Psychiatry. 2008; 10: 59–65
  8. Adhikari P, Summerill A. 1998 National Drug Strategy Household Survey: Detailed findings. AIHW cat. no. PHE 27. Canberra: AIHW (Drug Statistics Series No. 6)
  9. Farkas AG, Colbert DL, Erskine KJ. Anonimous testing for drug abuse in on antenatal population. Br J Obset Gynaecol 1995; 102: 563-64
  10. Zizzoli U, Pissacroia M. Trattato completo degli abusi e delle dipendenze. Piccin, 2002